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Cossiga contro Draghi: “un vile affarista che svendette l’industria italiana”

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Di tanto in tanto tornano voci su Mario Draghi, ex presidente della banca centrale europea e di un suo possibile insediamento a palazzo Chigi in qualità di presidente del Consiglio. Dal 2008, ogni qualvolta il governo italiano appare in difficoltà si parla di Draghi come possibile premier futuro.

Appare chiaro ed evidente come i “piani alti” appoggiati dai mass media lo vogliano alla guida dell’Italia nel prossimo futuro, specie ora che non riveste più la carica di presidente della BCE, dove sostenne apertamente una politica basata sull’austerità.

Proprio nel 2008, con l’italia in aperta crisi finanziaria, media e istituzioni iniziarono a “spingerlo” senza successo come  l’uomo a capo di un governo di unità nazionale. In una occasione l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, soprannominato “il picconatore”, spese parole particolarmente dure e tutt’altro che rassicuranti sull’ex presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, durante un intervento a Uno Mattina presentato da Luca Giurato.

In un solo minuto Cossiga demolì Draghi, sostenendo che non si può nominare premier un “vile affarista” che quando era direttore generale del Tesoro svendette l’industria italiana agli anglo-americani durante l’incontro sul panfilo Britannia nel 1992. Queste le sue parole:

Un vile affarista. Non si può nominare presidente del consiglio dei ministri chi è stato socio della Goldman & Sachs, grande banca d’affari americana. E male, molto male, io feci ad appoggiarne, quasi ad imporne la candidatura a Silvio Berlusconi. Male, molto male.
Mario Draghi, dopo la famosa crociera sul “Britannia”, è il liquidatore dell’industria pubblica. Svendette l’industria pubblica italiana quando era direttore generale del Tesoro. E immaginati che cosa farebbe da presidente del consiglio dei ministri.

Svenderebbe quel che rimane. Finmeccanica, l’Enel e l’Eni, certamente, ai suoi ex comparuzzi della Goldman & Sachs”, concluse Cossiga.

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