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Coronavirus. Speranza: “Valutiamo TSO per chi rifiuta le cure e a scuola faremo test”

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Coronavisus. Speranza: “Non sprechiamo gli sforzi fatti nel lockdown, zero tolleranza per le persone malate che non vogliono curarsi e via ai test nelle scuole”.
La serietà e la determinazione, anche in questo periodo di allentamento delle misure di restrizione, devono essere la parola chiave; soprattutto se vogliamo davvero evitare un nuovo lockdown come quello già vissuto nei primi messi dell’anno.

Questo periodo di restrizioni e misure di prevenzione ha lasciato duri strascichi nella vita di tutti ma anche nell’economia di del paese, per tanto è necessario non vanificare ogni sforzo fatto!
Forse qualche cittadino dimentica un po’ troppo facilmente che il coronavirus ancora circola, e questo è sbagliato ma soprattutto controproducente.

Proprio per cercare di dimostrare impegno e tolleranza zero verso chi “fa finta di niente”, il ministro Roberto Speranza ha dichiarato che sta vagliando delle misure drastiche ma necessario. Tra queste: l’ipotesi di trattamenti sanitari obbligatori in casi dove una persona deve curarsi ma si rifiuta di farlo.
Sempre nell’intervista rilasciata a “La Repubblica”, continua riguardo quanto accaduto nel Veneto, in merito all’imprenditore che si aggirava indisturbato e soprattutto malato, rifiutando di sottoporsi a qualsiasi cura. Cosa inaccettabile e inconcepibile, per questo è giusto adottare una linea dura per la salvaguardia della salute di tutti.

Roberto Speranza, ha poi continuato:

“Il mio giudizio a riguardo dei comportamenti degli italiani in questa crisi è positivo ma quello che appare necessario da ricordare è che dalla lettura dei dati si evince che purtroppo il virus circola ancora nel territorio. Finché continuerà ad essere così, non possiamo permetterci di archiviare tale pericolo alle spalle, soprattutto in funzione del fatto che questo virus è  ancora attivo (non solo sin Italia).

Dobbiamo necessariamente rispettare le regole vigenti che attualmente sono rimaste: mascherina, distanziamento sociale di 1 metro, no agli assembramenti e massimo rispetto delle regole igieniche a partire dal lavaggio delle mani.
Ho il terrore di vanificare gli enormi sforzi fatti durante il lockdown. Lo dico con le parole di Papa Francesco: peggio di questa crisi, c’è solo il rischio di sprecarla“.

In questi ultimi 5 mesi abbiamo messo a disposizione della sanità tante risorse, più di quanto fatto negli ultimi anni. Solo nel decreto rilancio vi erano ben 3 miliardi e 250 milioni. In tutto siamo andati oltre i 6. Li useremo per potenziare la rete territoriale e l’assistenza domiciliare, per essere più rapidi e veloce nel fare test ed intervenire in caso di bisogno.

Anche la terapia intensiva ha subito fondamentali cambiamenti: è stato favorito l’aumento dei posti a disposizione. Tuttavia, fortunatamente, adesso siamo passati da un totale di 4000 posti occupati nel mese di Marzo, a soli 70 attuali.

Speranza ha parole anche per quanto riguarda la Scuola:

“Essa deve essere una priorità e credo che vi siano tutte le condizioni necessarie per garantire una riapertura a Settembre in sicurezza. La mia proposta è di ricostruire un rapporto organico tra scuola e sanità, ossia una sorta di relazione organica tra la prevenzione sanitaria e le scuole.

Per questo ho proposto alle Regioni che venga ripristinato e recuperiamo il senso di una norma del 1961 che introduceva la medicina scolastica, poi superata negli anni ’90.
Ci saranno test sierologici per i lavoratori, molecolari sulla popolazione scolastica. Un monitoraggio costante”.

Speranza poi continua rispondendo alle domande in merito al Mes.
Afferma che secondo il suo parere è uno strumento finanziario a tasso molto basso il quale rappresenta un’opportunità per il nostro paese.
Poi, sollecitato dalle domande in merito ad un ipotetico piano per sostituire Conte, smentisce ogni idea a riguardo, perché ha dimostrato autorevolezza, capacità di fare sintesi, ha le carte in regola per guidare questa stagione fondamentale per il futuro del Paese.

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