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Coronavirus. Aifa: il farmaco anti artrite promette bene. Ok alla sperimentazione sui pazienti

tocilizumab farmaco anti artrite

“Annunciamo la sperimentazione del tocilizumab, farmaco per artrite reumatoide; i dati preliminari sono promettenti. Lo studio sarà su 330 pazienti e partirà giovedì per valutare l’impatto del farmaco”. Lo ha detto Nicola Magrini, direttore Aifa, Agenzia italiana del farmaco, alla conferenza stampa alla Protezione civile.

Il farmaco, ha spiegato Magrini sottolineando che è stato fornito gratuitamente dall’azienda produttrice, “riduce l’effetto del fattore di infiammazione, perché il virus produce reazione infiammatoria molto ampia.

Come riportato da Repubblica, grande soddisfazione all’ospedale “Pascale” per la decisione dell’Aifa di avviare lo studio per l’utilizzo di Tocilizumab. E’ soddisfatto l’oncologo Paolo Ascierto, direttore della Struttura Complessa Melanoma e Terapie Innovative dell’istituto dei tumori di Napoli. Ascierto è il primo medico italiano ad aver usato il farmaco che viene utilizzato per i malati con artrite reumatoide per trattare i pazienti affetti da coronavirus.

“L’isolamento contenitivo è cominciato una settimana fa. Un calo dei contagi lo vedremo non prima di un paio di settimane e credo che dobbiamo continuare su questa strada. Sono convinto che se riusciamo a restare a casa e fare come hanno fatto in Cina per fine maggio potremmo avere pochissimi contagi”. Afferma Paolo Ascierto a Tv2000 in collegamento con il programma ‘Il mio medico’.

“Sono un medico oncologo – ha spiegato Ascierto a Tv2000 – e utilizzo l’immunoterapia per combattere i tumori. Per noi è un po’ come l’uovo di colombo perché utilizziamo il Tolicizumab per gli effetti collaterali dell’immunoterapia. Poiché il processo del distress respiratorio nel polmone dovuto al Covid-19 è identico da qui nasce l’dea di utilizzarlo nella stessa situazione.

Qui a Napoli abbiamo trattato 15 pazienti e dei 7 intubati 5 hanno avuto un miglioramento importante. Solo un paziente è morto perché è andato in una progressione rapida nel giro di pochi ore dalla somministrazione del farmaco. Dei 5 pazienti di sub-intensiva, quindi non ancora intubati, 4 hanno avuto dei miglioramenti”.“L’ azienda farmaceutica – ha spiegato Ascierto- ha distribuito ieri mille trattamenti in tutta Italia.

Ovviamente per capire se funziona servono criteri rigorosi che sono quelli della sperimentazione. Nel frattempo però la buona notizia è che il farmaco si può utilizzare e che sta dando buoni risultati”. “I tempi per un vaccino – ha chiarito Ascierto a Tv2000 – sono lunghi, ci vogliono almeno 18 mesi. Ovviamente i 18 mesi partono da quando c’è stata l’infezione a Wuhan.

Volendo essere ottimisti possiamo dire che avremo il vaccino tra 10 mesi ma sicuramente non domani mattina”. “Le istituzioni – ha concluso Ascierto – in questo momento stanno rispondendo bene. Dai cinesi abbiamo imparato che questo contenimento sociale alla fine ha funzionato. Con un po’ di sacrificio e restando a casa ne usciremo”.

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