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Coronavirus. 10mila denunciati al giorno, ma per molti il problema è Conte

coronavirus le denunce superano i contagi

Il numero dei denunciati ha superato di gran lunga quello dei contagiati da coronavirus, tanto da far registrare nella sola giornata di ieri ben 10mila denunce per aver infranto le regole per limitare gli spostamenti previste dagli ultimi decreti governativi.

Come riferisce Il Messaggero:
<<Ieri le forze dell’ ordine hanno controllato 223.633 persone nell’ambito del monitoraggio per assicurare l’osservanza delle misure di contenimento del coronavirus, 9.888 sono state denunciate in quanto non hanno osservato le restrizioni o perché hanno fornito false dichiarazioni>>.

A queste persone ne vanno aggiunte molte altre che usano proprio tali decreti a loro favore per uscire il più possibile, e che quindi non sono passibili di denuncia. Dalle numerose segnalazioni ricevute su facebook possiamo vedere:
– Gente che va nei centri commerciali per poi spendere 2 euro, giusto per avere la scusa per farsi un giro per gli ipermercati;
– Gente che tiene aperta la propria attività non essenziale nonostante il divieto;

– Gente che passeggia, finti runner che cammminano vicini, senza distanza di sicurezza che si lamentano dicendo di chiudere tutto;
– Gente che costringe il proprio cane a fare pipì 4 volte al giorno per avere la scusa per uscire;
– Gente che va a fare la spesa “a rate” nell’arco di una stessa giornata per stare fuori il più possibile e sentirsi giustificati per questo;
– Gente che va a trovare parenti durante il fine settimana autocertificando che vanno a portare loro la spesa. E chi più ne può più ne metta…

Insomma da buoni italiani abbiamo già trovato mille modi per aggirare i decreti rispettandoli….
Ma non è finita qui, molti sostengono, ricevendo larga approvazione sui social, che gli unici responsabili dell’aumento dei contagi sono il Premier Giuseppe Conte e il suo governo. Ma se i denunciati sono il triplo degli infetti il problema è davvero Conte?

E’ vero, il governo ha tentennato nel fare molte scelte drastiche per non compromettere l’economia e affidandosi al buonsenso degli italiani. A quanto pare questo è stato un grande errore visti i risultati. Forse sarebbe stato meglio usare la linea dura fin da subito pur lasciando aperte le attività necessarie per la sopravvivenza.

Bisogna chiudere tutto? Ma cosa vuol dire chiudere tutto? Sono rimaste aperte tutte quelle attività atte garantire la possibilità agli italiani di alimentarsi (generi alimentari, supermercati etc), di curarsi (farmacie, parafarmacie etc.), di avere sempre a disposizione la possibilità di prelevare fondi per alimentarsi e curarsi (banche e poste), e di informarsi (edicole).

Tra le attività aperte sono comprese tutte le filiere collegate direttamente e indirettamente al mondo dei generi alimentari (aziende agricole, fabbriche per il confezionamento, imbottigliamento etc), al mondo della medicina, al mondo dell’editoria (cartiere etc) e ovviamente i trasportatori. Cosa bisogna chiudere ancora? Dobbiamo solo restare a casa e non cercare scuse per uscire e per scaricare colpe!

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