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Conte da ultimatum a Tridico: “Adesso basta, niente più errori da parte dell’INPS”

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25 mila lavoratori aspettano ancora i soldi della Cassa Integrazione da febbraio, altri 130 mila sono in attesa di quelli di giugno. Per non parlare di tutti quegli imprenditori, fabbriche e industrie che hanno anticipato i soldi ai lavoratori senza ancora riceverli. E’ questo ciò che, come riportato da affaritaliani.it, ha fatto perdere la pazienza al Premier Giuseppe Conte, investito anche lui in prima persona dalle critiche sulla questione.

Conte avrebbe chiamato a rapporto il presidente dell’Inps Pasquale Tridico, dandogli un vero e proprio ultimatum:
“Non possiamo più permetterci errori. L’Inps non può sbagliare. E tu devi garantirmi che non sbaglierà” avrebbe detto il Premier a Tridico guardandolo negli occhi.

Conte, non potrebbe essere diversamente, si dichiara insoddisfatto di come Tridico e l’INPS hanno gestito il problema della cassa integrazione in deroga per l’emergenza coronavirus, anche se sa che il problema principale è la burocrazia che va assolutamente semplificata:
“Lo so che la principale responsabilità non ricade sulle spalle dell’Inps. Che è colpa soprattutto di una burocrazia che va necessariamente disboscata”.

Come riportato da affaritaliani.it, ciò che Conte contesta a Tridico è il fatto di non aver previsto i problemi che si sarebbero presentati e di conseguenza di non aver adottato alcuna misura di prevenzione, così si è arrivati al punto che dopo mesi dall’inizio del lockdown dovuto alla pandemia migliaia di lavoratori ancora stanno aspettando la cassa integrazione dall’INPS.

Il Premier sarebbe insoddisfatto anche del fatto che Tridico si è esposto troppo prima, senza accertarsi che tutto sarebbe andato a buon fine dopo, in pratica prima di parlare avrebbe dovuto assicurarsi che da parte dell’INPS sarebbe filato tutto liscio. Forse conte per “esposizione” intende quando di tanto in tanto Tridico rilascia interviste ai media, come quando, in una intervista per Repubblica, nonostante l’INPS non avesse erogato ancora tutte le CIG, si è permesso di dire che dopo il lockdown “molti commercianti non hanno riaperto per pigrizia”.

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