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Conte apre la caccia ai responsabili del MES. Ecco cosa sta accadendo

conte caccia ai responsabili del MES

Le parole di Giuseppe conte nella conferenza stampa di ieri sera hanno scatenato un terremoto politico a partire dalle opposizioni che considerano l’uscita del premier a reti unificate da “regime totalitario”.

Conte sarebbe incolpato di aver usato una conferenza stampa atta a comunicare le nove misure relative alla vicenda coronavirus per scopi personali incolpando (facendo nomi e cognomi) Matteo Salvini e Giorgia Meloni di diffondere falsità sul MES.
I due leader di centrodestra infatti avevano lasciato intendere (non dichiarandolo espressamente) sui social che due notti fa l’Italia avrebbe accettato le condizioni del MES per risolvere i problemi economici legati al covid-19.

Nella giornata di ieri i social sono stati inondati di insulti verso il premier e tutto l’esecutivo tanto da costringere Conte a smentire a reti unificate quanto dichiarato dalle opposizioni: “Non abbiamo firmato noi il MES – Il Mes esiste dal 2012 – Matteo Salvini e Giorgia Meloni diffondono falsità“.
Dichiarazioni che hanno scatenato l’ira delle opposizioni e non solo, sia per l’affronto diretto ai due leader, ma anche perchè molto probabilmente la parte di popolo disinformata è stata informata……

Si, Conte è colpevole di aver informato i disinformati, non tanto sul fatto che Salvini e Meloni diffondano notizie vere o false, ognuno può interpretare i loro post sui social come vuole e come meglio crede, siamo in democrazia, ma per il motivo che ora si è aperta da parte dell’opinione pubblica la caccia ai responsabili del MES in Italia, ossia del governo che ha avallato lo strumento europeo che oggi, nel nostro paese, nessuno vuole, dato che è palesemente chiaro che questo governo non c’entra assolutamente nulla con questa faccenda. Con poche parole sono state svegliate molte “anime dormienti”…

Ed ecco che sono cominciati i primi “scarica barile” sulla questione: “nel 2012 la Lega ha votato contro” dichiarano fonti del carroccio; “la Meloni non era presente alla votazione” da fonti FDI; “è stato il governo Monti ad istituire il MES“. Ma allora chi sono i responsabili del MES?

Per fare chiarezza sulla questione facciamo un passo indietro nel tempo.
Come riferito dall’ AGI:

< Il disegno di legge intitolato “Ratifica ed esecuzione del Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità (Mes)” (qui il testo integrale) è stato presentato in Senato il 3 aprile 2012, due mesi dopo la firma del Trattato.

Il voto favorevole di Palazzo Madama è arrivato poi il 12 luglio 2012, mentre l’approvazione definitiva è stata data dalla Camera una settimana dopo, il 19 luglio 2012. All’epoca era in carica il governo tecnico di Mario Monti.
A Montecitorio, come ha tenuto traccia Openpolis, il via libera alla ratifica è stato dato con 325 voti favorevoli, 53 contrari, 36 astenuti e 214 assenti. Tutti i 168 deputati del Partito democratico presenti votarono a favore, così come 83 parlamentari del Popolo della libertà, 30 dell’Unione di Centro e 14 di Futuro e libertà.

La Lega (con Roberto Maroni segretario) fu l’unica a votare contro (51 no), insieme a due voti ribelli all’interno del Pdl (Guido Crosetto e Lino Miserotti). Il giorno della votazione, la futura leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, all’epoca deputata del Popolo della libertà, era invece assente>>.

Fin qui appare tutto chiaro, ma il vero colpo di scena è arrivato da una lettera scritta da Mario Monti al Corriere della Sera e pubblicata oggi. Riportiamo l’estratto più significativo:

Il richiamo ai fatti dovrebbe indurre a maggiore lucidità. Il Mes rappresenta l’evoluzione del Fondo europeo per la stabilità finanziaria (Fesf). Il Fesf prima e il Mes poi sono stati preparati e decisi a livello europeo nel 2010-2011 con l’Italia rappresentata da Silvio Berlusconi nel Consiglio europeo e da Giulio Tremonti nell’Ecofin ed Eurogruppo. Quel governo si reggeva sull’alleanza Pdl-Lega. Giorgia Meloni ne faceva parte come ministro per il Pdl, Matteo Salvini era europarlamentare della Lega”.

Ma allora, chi sono questi “benedetti” responsabili del MES?

 

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