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Che fine faranno tutti i bonus di Conte con Draghi premier

Da quando si è aperta la crisi di governo  molti hanno nutrito dubbi sul proseguimento degli aiuti verso le attività e famiglie colpite dall’emergenza. Con la caduta definitiva di Conte e l’apertura da parte del Presidente della Repubblica Mattarella ad un governo Draghi, i dubbi si fanno sempre più insistenti.

Ristori 5 Draghi
Giuseppe Conte e Mario Draghi

Il punto della situazione sul Ristori 5

Gli aiuti previsti dal Conte Bis per famiglie e imprese colpite dall’emergenza sono contenuti nel decreto Ristori 5 che attualmente è in una fase di stallo più totale. Complice la crisi di governo innescata da Matteo Renzi da un lato e la lentezza da parte del governo dimissionario nel portare a termine il piano di ristori economici ( che era previsto entro la fine di gennaio) prima della crisi.

Stando allo stato attuale il governo dimissionario non potrà intervenire ulteriormente sul Ristori 5. E’ tenuto soltanto a portare avanti l’ordinaria amministrazione fino all’insediamento di un nuovo governo, tecnico o politico che sia. Insieme alla ordinaria amministrazione ci sarebbe il disbrigo degli affari correnti dove rientrerebbero anche i decreti urgenti motivati da situazioni di necessità, come il Ristori 5.

Ma dall’inizio della crisi di governo fino alla decisione di Mattarella di formare un esecutivo con a capo Draghi, sul decreto ristori non ci sono novità.
E’ molto probabile quindi che il nuovo governo dovrà occuparsi della questione, e che fino ad allora resti tutto bloccato.

Cosa ne sarà del Ristori 5 con il governo Draghi

Se una maggioranza in Parlamento dovesse votare a favore del governo Draghi, una delle priorità del nuovo esecutivo sarebbe proprio quella di ristorare famiglie e imprese in difficoltà colpite dall’emergenza. E’ una situazione di necessità sottolineata anche dal Presidente Mattarella nell’ultima uscita ufficiale.
Ma questo non vuol dire che Draghi debba sposare in pieno la linea di aiuti prevista dal Ristori.

Potrebbe modificare il precedente decreto o addirittura abolirlo emanandone un altro totalmente diverso dal primo, che preveda sempre aiuti, ma in forma e sostanza diversi. Potrebbero cambiare gli importi, i beneficiare, le forme in cui verranno erogati gli aiuti, ma avrebbero lo stesso fine: aiutare famiglie e imprese in difficoltà.

Fino a quel giorno però tutto sembra essere fermo, a meno che il governo dimissionario non decida di mettere mano alla questione, ma l’ipotesi appare impossibile vista la situazione che è andata delineandosi. L’unica speranza per aiuti tempestivi è che il nuovo esecutivo si insedi il più presto possibile.

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