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Arrivati Banchi AntiCovid: in plastica scadente, scomodi e non pratici – VIDEO

Arrivano i primi banchi anticovid. Scomodi e scadenti di qualità. Soldi buttati di cui nessuno sa spiegare la provenienza. Qualcosa non torna.

banchi anticovid

A pochissimi giorni dalla riapertura della scuole, tra anticipi e posticipi vari per ragioni di svariata natura, ecco che compare lo spettro dei nuovi banchi anticovid a rotelle. I famosi banchi dello spreco!
Se ne è tanto parlato anche nei giorni scorsi e non poche sono stare le polemiche che hanno interessato questo argomento tanto spinoso.

Il mistero ancor più grande che sembra di difficile risoluzione è legato proprio alla gara d’appalto che ha assegnato la fornitura di tale materiale a 11 ditte vincitrici. Una lista fatta di 11 aziende tutte segretamente tenute nascoste di cui, ci conosce si e no, qualcosa riguardante una di queste, e certamente non si tratta di informazioni chiare e delucidanti, tutt’altro. E ora vediamo di capire perché.

Una delle 11 aziende vincitrici di appalto è stata la Nexus Made Srl la cui sede è ad Ostia, ad essa sono stati commissionati i nuovi arredi scolastici per una totale davvero esorbitante.

Tale azienda fattura 400.000 euro ciò nonostante è riuscita ad accaparrarsi (non si capisce come) una commessa di quasi 45 milioni di euro.
Non stiamo parlando di ditte con veri e propri requisiti, si tratta si una una società che si occupa della diffusione, promozione, organizzazione e gestione di manifestazioni, eventi, congressi e fiere; tuttavia figura tra gli operatori che sono riusciti ad aggiudicarsi il lotto A Cig 8377980FCB, riguardante la fornitura di banchi scolastici monoposto a rotella. Ma la vera domanda è: come ci è riuscita? Sulla base di quali requisiti?

Pensate che il proprietario e amministratore unico, Franco Aubry, è presente in società con una quota di 100 euro, mentre l’altro socio Fabio Aubry, che fino al 2007 fabbricava tende, ha versato solamente 3.900 euro di capitale nelle casse dell’azienda.

Qualcosa sembra non quadrare, per questa ragione alcuni deputati dell Lega si sono chiesti come faccia la Nexus a fabbricare banchi, soprattutto se parliamo di una società che fattura 400.000 euro annui che però si è accaparrata un appalto di quasi 45 milioni di euro.

La Lega ha richiesto la visura camerale della Nexus. Tale ditta romana risulta con sede legale in via Capitan Consalvo 2, a Ostia, costituita nel dicembre del 2015, ha per oggetto sociale attività che spazia dalla gestione di eventi e stand, all’ installazione di impianti di riscaldamento, includendo la prestazione di servizi di consulenza informatica.

Alla luce dei dati emersi sembra un’azienda latitante e difficilmente rintracciabile dato che non compare nessun un sito internet dal quale si possa visionare l’ operato degli ultimi anni e prendere atto dei dei lavori effettuati nel tempo. Per di più non si trova nemmeno il numero del telefono della ditta e la sede (in quel di Ostia) appare collocata nello stesso stabile dove c’è l’ Arcigay, il Divine Ostia.

Per la lega, appare chiaro ed evidente che ci sia qualcosa che non quadra e per tali motivazioni  chiedono chiarezza in merito agli appalti per la fornitura dei banchi alle scuole. Primo tra questi, quello assegnato a Nexus Made srl di Roma.

Arrivati i primi banchi anticovid. Scomodi, di plastica scadente e non regolabili. Il video

Nel frattempo vengono consegnati i primi banchi nelle scuole e non poche sono le perplessità sulla loro effettiva utilità e/o praticità.

Come potrete vedere dal video, tanti sono i dubbi e molte sono le cose che non convincono. Sembra che tutto siano, fuorché adatti a tutti. E francamente non si capisce come, un ministro affiancato da altri competenti, abbia potuto scegliere un prodotto del genere.

  • Tanto per iniziare non è regolabile in altezza, questo è un punto a sfavore che rende il banco a rotelle al quanto inutile soprattutto scomodo per i ragazzi più grandi e più alti.
  • Il tavolo d’appoggio ha una superficie talmente ridotta da essere praticamente inutilizzabile per scrivere e poggiare l’occorrente. Anche un solo quaderno farebbe fatica a starci comodamente.
  • Appaiono del tutto scomodi e quasi inutilizzabili per coloro che sono mancini. La seduta è pensata e montata per un destrorso motivo per cui, un ragazzo mancino, farebbe fatica a trovare una posizione adatta che gli permetta di muoversi agevolmente.
  • La qualità della plastica lascia il tempo che trova. Non montati ad incastro e dunque, al minimo sollevamento si smonta la seduta. Questo ci fa ben capire che purtroppo sono soldi gettati al vento anche perché dureranno il tempo di una meteora. Tuttavia lo spreco di denaro resterà ed andrà a gravare come sempre sulle tasche del nostro paese.
  • Nessuno capisce da dove vengano questi banchi, attorno a loro aleggia un mistero cupo e inspiegabile. Nessuno sa fornire dati sulla provenienza per cui tutto è avvolto nella totale oscurità.

Le scuole italiane non hanno bisogno di nuovi banchi a rotelle. Non ne avevano bisogno prima e non ne hanno neppure adesso. Ci sono ben altre spese che avrebbero potuto sostenere viste le condizione pessime in cui versano la maggior parte delle strutture pubbliche presenti sul suolo italiano. Questa è una realtà evidente e sotto gli occhi di tutti: sono stati spesi tantissimi soldi per sedie a rotelle in plastica tralasciando le strutture decadenti e fatiscenti. Questa non può essere la buona scuola e non rappresenta  in nessun modo “la sicurezza”.

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