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Ancora caos pensioni in Francia. Manomessa rete elettrica, 90mila case senza corrente elettrica

caos Francia manomessa rete elettrica contro riforma delle pensioni
(foto sanmarinortv.sm)

In Francia le proteste non si placano. Nonostante l’ammorbidimento dei giorni precedenti da parte del governo francese, che ha deciso, almeno per il momento di mantenere l’età pensionabile a 62 anni. Ma questo del governo è stato solo uno slittamento:

La nuova riforma riguarda la soppressione di tutti i regimi pensionistici speciali senza però toccare i nati prima del 1975.
Anche se l’età legale di 62 anni per andare in pensione non cambia, il premier francese ha annunciato che si lavorerà all’introduzione di un sistema di “bonus-malus”, che spinga i francesi a “lavorare più a lungo” e raggiungere “l’età d’equilibrio” di 64 anni nel 2027.

Proprio per questo le proteste sono continuate, arrivando al tredicesimo giorno. Oltre alla paralisi dei trasporti, 90mila abitazioni sono rimaste senza corrente elettrica per via di un sabotaggio sulla rete elettrica di Lione e della regione della Gironda (RTE).
A riferire che il disservizio elettrico è avvenuto a causa di un sabotaggio è stato lo stesso gestore della rete elettrica, il quale ha denunciato “atti ostili” legati al “movimento sociale” contro la riforma delle pensioni. Subito dopo il sindacato Cgt ha addirittura rivendicato il sabotaggio.

La Francia è paralizzata da ormai 12 giorni per lo sciopero dei trasporti contro la riforma delle pensioni, e rischia di esserlo anche durante le feste natalizie se non si arriva ad una soluzione. L’esasperazione sta cominciando a farsi strada.

In contemporanea il governo intanto sta affrontando una grana dovuta alle dimissioni dell’artefice del progetto della riforma delle pensioni, Jean-Paul Delevoye, soprannominato per l’appunto il “Monsieur pensioni”.
Delevoye si è dimesso volontariamente, come riferito dall’ ANSA:

<<L’ideatore della riforma ha ammesso di aver “dimenticato” di dichiarare la sua carica di amministratore a titolo gratuito in un istituto legato alle assicurazioni. – Ha, per giunta, ricoperto la funzione governativa pur essendo presidente di un think-tank sull’educazione, una situazione imbarazzante al punto che l’interessato si è subito impegnato a restituire quanto percepito dagli incarichi non autorizzati>>.

Già il fatto che chi ha progettato la riforma delle pensioni, ha contemporaneamente amministrato un istituto legato alle assicurazioni lascia molti interrogativi. Se vai in pensione tardi ti fai una bella assicurazione prima…
Va apprezzato comunque il gesto di Delevoye, che si è immediatamente dimesso restituendo quanto percepito dagli incarichi non autorizzati, gesto che non passa minimamente nei pensieri di alcuni rappresentanti delle nostre istituzioni, che finiscono indagati, sospettati di conflitto di interessi o altro.

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