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Il governo pronto a salvare Mps ed altre banche generando altro debito pubblico.Ecco a quanto ammonta

governo Gentiloni pronto a salvare le banche

Gli hanno dato il pomposo nome di ‘decreto salva-credito‘, ma in realtà è un intervento pubblico per salvare Mps e altre banche.Stiamo parlando di ben 20 miliardi di euro.

Lo hanno chiamato “decreto salva credito”, ma non è altro che un intervento pubblico a favore di Mps e di altre banche tra cui PopVicenza, Veneto Banca, Carigem, Banca Etruria & Co, le quali sono state vittime di disastrosi interventi negli ultimi 2 anni.
Si tratta di un ulteriore decreto salva banche, approvato dal Consiglio dei ministri nella serata del 18 dicembre scorso,  che prevede interventi fino a 20 miliardi di euro di nuovo debito pubblico. Ora per rendere effettivo l’intervento serve l’approvazione del parlamento.

Come riferito da repubblica.it :

<<Il Governo presenterà dunque in Parlamento una relazione che autorizza il nuovo stock – fino all’occorrenza di 20 miliardi – al fine di salvare il risparmio. “Ove fosse necessario – ha spiegato Padoan – l’impatto sarebbe sul bilancio 2017”. L’operazione “salvarisparmio” è “precauzionale. Vedremo se sarà necessaria”, ha aggiunto Gentiloni. Di fatto, qualora nei prossimi giorni dovessero arrivare notizie cattive da Siena, il governo – una volta ottenuta l’autorizzazione del Parlamento – potrebbe passare ai fatti e licenziare il decreto con il supporto pubblico a Mps.>>

Come sopra descritto, il decreto farà salire il debito nel 2017, dovrà inoltre essere approvato attraverso il percorso previsto dall’articolo 81 della Costituzione sul pareggio di bilancio: dunque il governo dovrà prima ottenere il permesso dal parlamento.

Il governo cambia dunque, ma la linea resta la stessa di Renzi: salvare le banche a spada tratta…
Se dovessero arrivare “cattive notizie da Siena” il governo potrebbe licenziare il decreto con il supporto pubblico a Mps, ma quando arrivano  “cattive notizie” che riguardano i cittadini (disoccupazione giovanile, povertà ecc) nessun decreto è previsto, nessun aiuto, i soldi per le banche escono fuori (dalle tasche dei cittadini), ma per i cittadini non ci sono.

Si potrebbe effettuare un salvataggio a favore dei cittadini in difficoltà, tramite un reddito minimo garantito o di cittadinanza, con coperture finanziarie reperite effettuando tagli agli sprechi, senza gravare sul debito pubblico.
Tale salvataggio immetterebbe liquidità nelle tasche dei cittadini in difficoltà, farebbe quindi aumentare i consumi dei beni primari rilanciando le piccole e medie imprese che vedrebbero così aumentare i propri profitti innescando un circolo virtuoso per lavoratori e imprese (con nuove assunzioni), che permetterebbe di rifocillare alla fine anche le banche.

Solo i cittadini possono tenere in vita le banche con i loro depositi e prestiti, altri interventi sono solo lenitivi. Immettere liquidità direttamente nelle banche è una strategia che ha già fallito più volte, ma che il governo si ostina a ripetere. Se si salvano le banche, ma i cittadini restano poveri, quelle banche potranno avere solo uscite superiori alle entrate, potranno solo erogare prestiti che non gli verranno totalmente restituiti, eventualmente potranno solo pignorare immobili che avranno poi difficoltà a vendere.
SIAMO NOI IL VOLANO DELL’ ECONOMIA DA RIFOCILLARE NON LE BANCHE!

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Un discorso ovvio ed elementare, che le istituzioni sembrano proprio di non voler attuare, forse perchè in questo modo potremmo riacquistare una parte di sovranità,  che è contro le politiche di Bruxelles.

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